Crimen Sollicitationis: come Ratzinger copre i preti pedofili

•Maggio 20, 2007 • Lascia un Commento

L’altro giorno stavo guardando un po di video divertenti su internet, quando alla fine di un “Scheri a parte”, esce una delle quattro parti del servizio della BBC sui crimini pedofili dei preti cattolici, e come questi siano nascosti dal Vaticano. Dopo aver visto le quattro parti (in tutto 35 minuti) sono rimasto allibito. Cioe’, sono sempre stato un anti-cattolico in quanto convinto della regressione mentale che il Vaticano da secoli impone alla massa, ma mai mi sarei aspettato che il Papa e’ la stessa persona che scrisse (e rese obbligatorio in tutte le diocesi del globo) il “Crimen Sollicitationis“, un documento che spiega come si debba coprire un prete che si sia macchiato di pedofilia. Ma questo non e’ tutto: il documento – redatto in primis in latino e poi tradotto in 10 lingue – impartisce linee guida per come “mettere a tacere le vittime” (cioe’ bambini!) cercando di operare una sorta di lavaggio mentale su di essi e sulle famiglie, offrendo soldi e beni materiali in cambio del loro silenzio. E per ultimo, il Crimen Sollicitationis offre una gamma di consigli su come inquinare e depistare le indagini che la polizia e la societa’ civile attuano contro questi demoni, ossia i preti pedofili.

Nessuna riga viene spesa su come aiutare i bambini vittime di violenze sessuali da parte dei preti cattolici. Nessuna parola. Nessun aiuto.

Stamattina su “Repubblica” viene pubblicato un articolo tratto da l’Avvenire, in cui si accusa il video della BBC di essere parte di una campagna diffamatoria contro Ratzinger – creatore del famoso Crimen Sollicitationis e Papa noto come Benedetto XIV . Ormai si sta arrivando alla demenza totale. Ma questo Vaticano crede di avere a che fare ancora con ingenui ed analfabeti contadini da basso Medio Evo o cosa?

Guardando il video della BBC, che in Italia non e’ mai stato trasmesso da nessuna rete, mi e’ rimasta in presso una frase del sostituto procuratore di Phoenix, Arizona, il quale paragona l’omerta’ ed il silenzio della Chiesa cattolica e del Vaticano “alle pratiche di silenzio ed omerta’ presenti nella rete mafiosa di Cosa Nostra“. Mai paragone e’ stato piu’ azzeccato.

Alla fine di questo articolo troverete il link per vedere il documentario BBC che necessita’ di essere diffuso il piu’ possibile, perche’ la gente deve sapere chi e’ Ratzinger, cosa ha scritto 20 anni fa, e di come il Vaticano ostacoli la polizia nella lotta alla pedofilia, evitando di offrire qualsiasi aiuto ai bambini vittime di violenza sessuale. E questa sarebbe pieta’ cattolica?

E poi parlano di familia, family day ecc..

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qui trovate il link per il video della BBC: http://www.youtube.com/watch?v=nWUzobyKHlE

Nancy boy

•Maggio 12, 2007 • Lascia un Commento

Alcoholic kind of mood
lose my clothes, lose my lube
cruising for a piece of fun
looking out for number one
different partner every night
so narcotic outta sight
what a gas, what a beautiful ass.

And it all breaks down at the role reversal,
got the muse in my head she’s universal,
spinnin’ me round she’s coming over me.

Kind of buzz that lasts for days
had some help from insect ways
comes across all shy and coy
just another nancy boy.
Woman man or modern monkey
just another happy junkie
fifty pounds, press my button
going down.

Does his makeup in his room
douse himself with cheap perfume
eyeholes in a paper bag
greatest lay I ever had
kind of guy who mates for life
gotta help him find a wife
we’re a couple, when our bodies double.

Placebo, Nancy Boy, (1996)

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La mia bisessualita’

•Maggio 12, 2007 • Lascia un Commento

Essere bisessuali significa portarsi appresso un fardello che non tutti sono in grado di gestire. Quando si e’ sicuri di essere gay, a mio avviso, si hanno molti meno problemi. La propria mappa cognitiva si identifica con certi tipi di “valori” (anche se discutibili, a volte) ed i propri modelli mentali trovano conferme in maniera molto piu’ facile di quando invece, per volere della natura, si e’ attratti da entrambi i sessi.

La vecchia leggenda del bisessuale che si ritiene tale perche’ ha paura di dichiararsi gay puo’ si’ spesso trovare conferme, ma non puo’ sempre essere vista come una scusa per attaccare coloro che, per tale varieta’ sessuale, vivono quotidianamente sulla lama del rasoio. Quante volte ho dovuto sclerare a qualche culetta passiva che mi accusava di essere un finto bisessuale…ma non e’ colpa mia se il mio destino ha fatto si che potessi assaporare il gusto della vergine, e da allora il triangolo e’ rimasto nella mia mente. Cio’ non toglie pero’ che sono attratto dagli uomini (a volte in maniera molto maggiore ed intensa).

Essere bisessuali, o, come preferisco dire io “sessualmente vari“, rappresenta un processo lungo, che accompagna momenti di equilibrio a frustrazioni da menopausa. Quando ero piu’ giovane, 17-18enne, credevo di essere sbagliato. Ho vissuto una forma di depressione per questa mia situazione, perche’ si avevo le mie putte sempre appresso, condividevo con il gruppo dei miei amici eteroni un gran numero di pollastre, tuttavia sapevo che dentro di me non ero completamente soddisfatto. Questa insoddisfazione mi aveva portato alla depressione: avevo fottutamente paura di entrare in quei reticoli sociali omo-bsx, forse piu’ per la mancata accettazione sociale di questi che per la mia poca esperienza.

Sta di fatto che, un giorno, trovai le forze di raccontare la mia situazione sessuale (che a quel tempo per me rappresentava un serio problema esistenziale) a una persona per me molto speciale, quasi una sorella: P. All’epoca avevo 19 anni. Dopo averne parlato con lei, ho scoperto che l’essere sessualmente vari non era il frutto di una gramignia cattiva (io), ma che vi era una distribuzione di tali esemplari molto piu’ alta di quello che avrei mai potuto minimamente prevedere.

Diversi anno sono passati. Ho avuto donne bellissime, ragazzi stupendi, molti dei quali etero. O cosi’ dicono loro. Anzi, se dovessi contare, credo di aver avuto rapporti sessuali con piu’ ragazzi “etero” che gay o bsx. E sapete a quale conclusione sono arrivato? Che le etichette che ci creiamo servono solo a placare il nostro bisogno di razionalita’, di dare un nome ad ogni cosa e comportamento. Tuttavia, la sessualita’ non e’ come la nomenclatura delle piante da giardinaggio. La sessualita’ e’ piacere irrazionale, ed e’ una bellissima tavola di colori, dove le sfumature variano e si intensificano.

Concludo questo post con un mio pensiero basato sulla teoria critica: “siamo tutti gay, chi piu’ chi meno, alcuni lo notano durante l’adolescenza, altri non lo percepiranno mai“. Come scrisse Kurt Cobain ”Everyone is gay“.

Zootv80

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Black-eyed; visto male

•Maggio 6, 2007 • Lascia un Commento

I  was never faithful
And I was never one to trust

I was never loyal
Except to my own pleasure zone

I am forever black-eyed
A product of a broken home

 

Placebo, Black eyed, 2000

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Le maschere della vita

•Maggio 6, 2007 • Lascia un Commento

Ieri sera mi e’ capitata una situazione che fatico sempre a gestire. Cioe’ fare buon viso a cattivo gioco. O meglio, dover uscire con una persona che fa parte della cerchia dei tuoi “amici-conoscenti”, ma che tu proprio non puoi sopportare. Dato che la maggior parte degli amici ieri sera non voleva uscire, mi sono ritrovato ad uscire da solo con questo pagliaccio da quattro soldi. Beh, non vi dico che barba.

Io sono una persona le cui simpatie-antipatie sono facilmente individuabili. Non riesco ad avere il sorrisone stampato in faccia se una persona mi sta dove non batte il sole, oppure se sono fortemente alterato con questa. La persona in questione, che chiameremo J, e’ un classico esempio di egocentrismo esasperato con evidenti influssi megalomani. Inoltre, e’ totalmente egoista, e se sta bene lui, stanno bene tutti. Peccato che pero’ J non sia in grado di uscire nei locali da solo. Necessita sempre di qualcuno. E’ uno che parla a vanvera, che cerca di farsi notare sempre come il migliore, come il leader formale del gruppo. Peccato che nessuno la pensi cosi’.

Per me vale completamente l’opposto. Io esco e mi diverto se sono con (le poche) persone che stimo e a cui voglio bene. Non riesco proprio a mettermi la maschera (o meglio una delle varie maschere che la vita ci obbliga ad indossare). Io proprio non riesco. Forse saro’ poco furbo, o forse troppo onesto con me stesso, sta di fatto che io ieri sera avrei preferito buttare J in un fiume e non vederlo mai piu’.

 Non vi capita mai di dover gestire queste situazioni? Magari al lavoro, oppure con i parenti del proprio partner, per fare alcuni banali esempi. Perche’ bisogna sempre scendere a compromessi con le persone di cui meno ci interessa avere a che fare?? Io sono arrivato ad una conclusione: non mi avranno mai come loro mi vogliono.

Controcorrente, e misantropo, se necessario.

Zootv80