La mia bisessualita’
Essere bisessuali significa portarsi appresso un fardello che non tutti sono in grado di gestire. Quando si e’ sicuri di essere gay, a mio avviso, si hanno molti meno problemi. La propria mappa cognitiva si identifica con certi tipi di “valori” (anche se discutibili, a volte) ed i propri modelli mentali trovano conferme in maniera molto piu’ facile di quando invece, per volere della natura, si e’ attratti da entrambi i sessi.
La vecchia leggenda del bisessuale che si ritiene tale perche’ ha paura di dichiararsi gay puo’ si’ spesso trovare conferme, ma non puo’ sempre essere vista come una scusa per attaccare coloro che, per tale varieta’ sessuale, vivono quotidianamente sulla lama del rasoio. Quante volte ho dovuto sclerare a qualche culetta passiva che mi accusava di essere un finto bisessuale…ma non e’ colpa mia se il mio destino ha fatto si che potessi assaporare il gusto della vergine, e da allora il triangolo e’ rimasto nella mia mente. Cio’ non toglie pero’ che sono attratto dagli uomini (a volte in maniera molto maggiore ed intensa).
Essere bisessuali, o, come preferisco dire io “sessualmente vari“, rappresenta un processo lungo, che accompagna momenti di equilibrio a frustrazioni da menopausa. Quando ero piu’ giovane, 17-18enne, credevo di essere sbagliato. Ho vissuto una forma di depressione per questa mia situazione, perche’ si avevo le mie putte sempre appresso, condividevo con il gruppo dei miei amici eteroni un gran numero di pollastre, tuttavia sapevo che dentro di me non ero completamente soddisfatto. Questa insoddisfazione mi aveva portato alla depressione: avevo fottutamente paura di entrare in quei reticoli sociali omo-bsx, forse piu’ per la mancata accettazione sociale di questi che per la mia poca esperienza.
Sta di fatto che, un giorno, trovai le forze di raccontare la mia situazione sessuale (che a quel tempo per me rappresentava un serio problema esistenziale) a una persona per me molto speciale, quasi una sorella: P. All’epoca avevo 19 anni. Dopo averne parlato con lei, ho scoperto che l’essere sessualmente vari non era il frutto di una gramignia cattiva (io), ma che vi era una distribuzione di tali esemplari molto piu’ alta di quello che avrei mai potuto minimamente prevedere.
Diversi anno sono passati. Ho avuto donne bellissime, ragazzi stupendi, molti dei quali etero. O cosi’ dicono loro. Anzi, se dovessi contare, credo di aver avuto rapporti sessuali con piu’ ragazzi “etero” che gay o bsx. E sapete a quale conclusione sono arrivato? Che le etichette che ci creiamo servono solo a placare il nostro bisogno di razionalita’, di dare un nome ad ogni cosa e comportamento. Tuttavia, la sessualita’ non e’ come la nomenclatura delle piante da giardinaggio. La sessualita’ e’ piacere irrazionale, ed e’ una bellissima tavola di colori, dove le sfumature variano e si intensificano.
Concludo questo post con un mio pensiero basato sulla teoria critica: “siamo tutti gay, chi piu’ chi meno, alcuni lo notano durante l’adolescenza, altri non lo percepiranno mai“. Come scrisse Kurt Cobain ”Everyone is gay“.
Zootv80

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